Dance Dance Dance

danceNuovo appuntamento con Murakami e con la letteratura giapponese che mancava dalla mia lista di letture da molto ormai, dai tempi di Norwegian Wood credo. Dance Dance Dance non ha deluso le mie aspettative (non ho mai avuto dubbi su questo). Adoro lo stile di Murakami, su di me ha un effetto così rilassante che i suoi romanzi sono come una medicina contro lo stress quotidiano. Idem nel caso di Banana Yoshimoto, altra autrice che amo profondamente. Se il trend è questo devo assolutamente provare qualche altro autore giapponese, a essere sinceri non è una cultura che conosco particolarmente bene ma questi due scrittori mi stanno insegnando passo dopo passo, libro dopo libro ad apprezzarla sempre più. Se avete consigli da darmi a questo riguardo non esitate!

Il protagonista di questo libro è un giornalista freelance di cui non conosciamo il nome. In seguito a una crisi personale perde improvvisamente interesse per il mondo circostante ma viene risvegliato da questo stato di apatia da una serie di sogni che lo riportano all’Albergo del Delfino, dove qualche anno prima ha soggiornato in compagnia di una donna, Kiki. Certo che Kiki stia chiedendo il suo aiuto attraverso questi sogni decide di partire per Sapporo e tornare in quell’albergo in cerca di un segnale che possa portarlo sulla strada giusta. L’albergo però non è più lo stesso. Il nome non è cambiato ma da piccolo e famigliare è stato trasformato in un immenso hotel super lusso. Sconcertato da questa scoperta, il protagonista cerca disperatamente di ottenere informazioni sul vecchio proprietario e così instaura uno strano legame con un’attraente quanto insicura receptionist che non tarda a confidargli una serie di elementi essenziali per la sua ricerca. Nel nuovo Dolphin Hotel si verificano strani fenomeni di cui lei è stata testimone. Da questo momento, con l’aiuto di Yumiyoshi, Yuki, una ragazzina sensitiva, e Gotanda, un giovane attore di successo e tra Tokyo, Sapporo e le Hawaii il giornalista comincia la sua personale indagine alla ricerca delle “connessioni” che lo porteranno a svelare un mistero inaspettato.

Atmosfere surreali, personaggi magici….buona lettura!

– Capisco, – dissi. – Ma cosa devo fare, allora?

– Danzare, – rispose. – Continuare a danzare, finché ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che si saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno  per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra tutto sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano.

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3 pensieri su “Dance Dance Dance

  1. Ciao, ho sempre avuto la tentazione di leggere Murakami ma non sono mai riuscita a decidere da quale iniziare (sai la prima impressione conta parecchio) credo che certi autori o si amano o si odiano, questo libro mi sembra carino, inizio da questo?

  2. Anche io adoro Murakami! Se prima avevi letto solo Norwegian Wood, ti consiglio di leggere “Kafka sulla spiaggia” e solo dopo averlo digerito, 1Q84. Quest’ultimo in Italia é uscito in due volumi a quasi un anno di distanza l’uno dall’altro (una cosa scandalosa dal momento che all’estero é uscito tutto intero): é stata dura aspettare! Per me é un genio, purtroppo ogni anno gli scappa il Nobel a favore di qualche semi sconosciuto….Adoro anche il traduttore, il grandissimo Giorgio Amitrano.

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