Dora Bruder

LIBRO DEL GIORNOL’idea di questo libro nasce il giorno in cui Patrick Modiano si imbatte in un apparentemente anonimo annuncio pubblicato sull’edizione del 31 dicembre 1941 del Paris-Soir. La quindicenne Dora Bruder è scomparsa e a denunciarne la fuga sono i genitori, ebrei austriaci immigrati in Francia. Ad attirare l’attenzione dello scrittore è però un particolare: “Inviare eventuali informazioni ai coniugi Bruder, boulevard Ornano 41, Parigi”. Il quartiere dove, vent’anni dopo circa, Modiano trascorrerà la sua adolescenza.

E’ stata forse la familiarità con quel quartiere, quelle strade e quegli edifici, molti dei quali adesso non esistono più, ad accendere in lui il desiderio di indagare e di scoprire di più su questa giovane donna e sulla sua famiglia. Così dopo una serie di lunghe e pazienti ricerche, non prive di ostacoli burocratici, Patrick Modiano riesce a ricostruire la vita di Dora, dalla sua nascita a Parigi il 25 febbraio 1926 fino alla deportazione ad Auschwitz il 19 settembre 1942 insieme al padre. Cosa spinse Dora alla fuga (e alla sua ricomparsa pochi mesi dopo) rimane ancora un mistero eppure proprio questo atto di disobbedienza ha fatto si che la memoria di Dora non cadesse nell’oblio. Questo libro è una preziosissima ricostruzione storica, partita dal caso di una famiglia come tante, su quanto accadde a Parigi negli anni dell’occupazione e dell’Olocausto. Un libro che, come recensito da Le Monde ” tenta un’impresa impossibile ma indispensabile: tenere vivo il legame con l’orrore del nostro passato recente”.

Sabato 19 settembre, all’indomani della partenza di Dora e di suo padre, le autorità d’occupazione imposero un coprifuoco in risposta a un attentato commesso al cinema Rex. Nessuno poteva più uscire di casa dalle tre del pomeriggio fino alla mattina dopo. La città era deserta, quasi a sottolineare l’assenza di Dora. Da quel giorno, la Parigi in cui ho tentato di ritrovare le sue tracce è rimasta deserta e silenziosa come allora. Cammino per le strade vuote. Per me restano tali anche la sera, nell’ora di punta, quando la gente si accalca agli ingressi del metro. Non posso fare a meno di pensare a lei e di sentire un’eco della sua presenza in certi quartieri. L’altra sera, mi è successo vicino alla gare du Nord. Ignorerò per sempre come passava le giornate, dove si nascondeva, in compagnia di chi si trovava durante l’inverno della sua prima fuga e nelle poche settimane di quella primavera in cui scappò di nuovo. E’ il suo segreto. Povero e prezioso segreto che i carnefici, le autorità cosiddette d’occupazione, il Deposito, le caserme, i campi, la Storia, il tempo – tutto ciò che insozza e distrugge – non sono riusciti a rubarle.

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