Stupore e tremori

stupore-e-tremoriHo terminato questo libro già da un pezzo, credo ad inizio estate, ma questo post è rimasto in stand by per parecchio tempo. Purtroppo ogni volta che leggo un libro che mi piace veramente tanto vengo colta da una specie di blocco dello scrittore e non vado più avanti. Mi ricordo che successe anche per Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi, ci misi un secolo a scrivere quella recensione. Comunque, va fatto. Quindi per rompere il ghiaccio ringrazio la mia amica Ambra per avermi fatto conoscere Amelie Nothomb ed in particolare questo piccolo capolavoro Stupore e tremori. Per favore, intervieni nei commenti se hai qualcosa da aggiungere.

Adesso che ci penso però, questa recensione vorrei strutturarla diversamente dal solito. Scriverò poco, delineando giusto un pò la trama e poi lascerò spazio ad alcuni brani presi dal libro. Credo sia la via migliore. Per quanto riguarda invece la mia opinione, credo lo abbiate capito: super!

Stupore e tremori è un libro autobiografico che racconta l’esperienza lavorativa di un’ Amelie Nothomb ventiduenne all’interno di un’importante multinazionale giapponese, la Yumimoto. E’ il 1990 e Amelie è finalmente riuscita a coronare il sogno di lavorare nel Paese in cui è nata e che tanto ama, il Giappone per l’appunto. Forte del suo giapponese fluente e delle sue esperienze pregresse inizia questa avventura con entusiasmo e determinazione. Ma il suo entusiasmo avrà vita breve, smorzato molto presto dalla rigidità della realtà aziendale in cui viene irrimediabilmente risucchiata. Rea di non aver rispettato l’ordine gerarchico del suo ufficio, infatti, verrà severamente punita e relegata a mansioni sempre più degradanti, fino a diventare “la guardiana dei cessi”. Ma Amelie non molla e nonostante le umiliazioni e le mortificazioni subite quotidianamente ad opera dei suoi superiori porta avanti il suo lavoro con immenso senso del dovere fino alla scadenza naturale del suo contratto. Con questo libro Amelie Nothomb non vuole riferirsi solo alla sua (traumatica) esperienza lavorativa ma ci offre bensì un’analisi lucida e critica della società giapponese formale al punto da inibire qualsiasi individualità. Fondamentale anche la sua descrizione della condizione della donna a cui è dedicato il primo brano che riporterò. Buona lettura!

No, se bisogna ammirare la giapponese (e bisogna farlo) è perché non si suicida. la cospirazione contro il suo ideale comincia in tenerissima età. Le ingessano il cervello: “Se a venticinque anni non sei ancora sposata, hai di che vergognarti”, “se ridi, non sei fine”, “se il tuo viso esprime un sentimento, sei volgare”, “se menzioni l’esistenza di un pelo sul tuo corpo, sei immonda”, “se un ragazzo ti  bacia sulla guancia in pubblico, sei una puttana”, “se mangi con piacere, sei una scrofa”, “se provi piacere a dormire, sei una vacca”. Precetti del genere sarebbero ridicoli se non ti si conficcassero dentro. Perché, in fin dei conti, ciò che si trasmette alla giapponese attraverso questi dogmi insensati è che non bisogna sperare in niente di bello

Mi avevano in compenso trovata a dormire sotto il contenuto di una pattumiera. Forse, in un altro paese, dopo un fatto di quel genere, mi avrebbero messo alla porta. Curiosamente, tutto questo ha una sua logica: i sistemi più autoritari provocano, nei paesi in cui vengono applicati, allucinanti casi di devianza – e, per la stessa ragione, inducono a una relativa tolleranza rispetto alle stranezze umane più tolleranti.

Come dicono i comuni mortali, il bagno è un luogo propizio alla meditazione. Per me, che là ero diventata carmelitana, fu l’occasione di riflettere. E compresi una cosa importante: in Giappone, l’esistenza è l’azienda. Certo, è una verità che è già stata scritta  in  molti trattati di economia dedicati al Paese del Sol Levante. Ma c’è un abisso tra leggere una frase in un saggio e viverla.

 

 

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2 pensieri su “Stupore e tremori

  1. Il pezzo che hai riportato sulla donna in Giappone è spettacolare!
    Io ho adorato quel libro quel pezzo lì, leggendolo su una spiaggia portoghese quest’estate. Sono contenta sia piaciuto anche a me e che onore essere citata sul tuo blog, amica mia.

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