Hotel Bosforo

6710_HotelBosforo_1272838812Hotel Bosforo di Esmahan Aykol è il secondo libro che ho letto durante l’estate e di cui ahimè non sono ancora riuscita a scrivere due righe. L’ho comprato dopo un’attenta ricerca in previsione delle mie vacanze in Turchia poichè, come facilmente deducibile, è ambientato ad Istanbul. E’ stata una buona scelta. Almeno ha raggiunto lo scopo di istruirmi su quel delirio di città dove avrei passato le vacanze ;).

E’ un libro giallo, il primo di quattro, la cui protagonista/eroina è Kati Hirschel una donna di origine turco-tedesca che gestisce una libreria specializzata in libri gialli. Kati è moderna ed emancipata, single convinta ed innamorata di un amore incondizionato della città in cui ha deciso di stabilirsi, una confusionaria ma affascinante Istanbul. Kati è anche una grande appassinata di libri gialli e quando viene a sapere che nell’albergo dove alloggia la sua amica d’infanzia Petra, un’attrice di dubbio successo in città per girare un film di produzione turca, è stato commesso un delitto di cui Petra è la principale sospettata non riesce a trattenersi dal buttarsi a capofitto nell’indagine. Pur non avendo nessuna autorità per indagare sull’omicidio ma sfruttando le attenzioni di un poliziotto cedevole al suo fascino, Kati comincia a scavare nella vita di Petra e quello che scoprirà, pur portandola alla risoluzione del caso, non è esattamente ciò che si aspettava.

Hotel Bosforo è un giallo che definirei “soft” nel senso che non vi terrà incollati alla sedia con il fiato sospeso in attesa di scoprire il finale ma ha comunque degli elementi molto interessanti che me lo hanno fatto piacere parecchio. Innanzitutto perchè il protagonista (in questo caso la) non è il solito poliziotto/detective genio incompreso dal passato difficile che popola ormai l’universo dei libri gialli ma una donna un pò stralunata circondata da gente più stralunata di lei in una città dalle mille sorprese e tradizioni di cui vivrete l’atmosfera. E poi perchè, anche se non sensazionale, l’epilogo non è assolutamente banale. Ma purtroppo non posso dirvi altro. Se dovessi fare un parallelo per trama e ambientazione potrei paragonare Esmahan Aykol ad una moderna Agatha Christie. E’ un pò azzardato? Credo comprerò anche gli altri della serie. Buona lettura.

La primavera di Istanbul, meravigliosa ma di breve durata, aveva già lasciato il posto all’estate. Era un vero peccato. Avrei voluto che la mia amica conoscesse la primavera turca, che assaporasse un buon tè nel giardino di un sontuoso palazzo ottomano, all’ombra di platani secolari piene di tenere foglie, che passeggiasse per le viuzze invase dal profumo delle mimose, che sentisse l’umidità delle cisterne bizantine penetrarle nelle ossa, che ammirasse l’Ippodromo e la fontana di Ahmet III rilassandosi su un prato umido di rugiada, sotto un tiepido sole, che gustasse i carciofi all’olio di oliva di Haci Halil… “C’è voluto un po’ per ottenere tutti i permessi” spiegò Petra. La cosa non mi stupì: in quanto a lungaggini e consumo di carta, la burocrazia turca non aveva nulla da invidiare a quella tedesca. Le riprese dovevano cominciare alla fine di aprile, ma erano slittate a giugno. “Peccato, vi siete persi la primavera” pensai.

 

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