Colpa delle stelle

colpa-stelle-libro-cover2_emb4Comincio con la carrellata di libri letti durante le vacanze. No, non sono in ritardo sono piuttosto le mie vacanze che sono arrivate in ritardo. Il primo libro che voglio recensire di questa serie, senza seguire un particolare ordine temporale o di gradimento, è Colpa delle Stelle di John Green, best seller internazionale dal quale è stato tratto recentemente anche un film molto carino.

Premettendo che il tema non è dei più leggeri, non definirei questo libro triste (anche se inevitabilmente qualche lacrima ad un certo punto la strappa, ma di emozione).

E’ la storia di un amore tra due adolescenti, potente e puro ma senza futuro perché Hazel Grace Lancaster e Augustus Waters, i protagonisti, sono malati terminali e sanno che il loro grande amore è destinato a morire con loro. Eppure niente gli impedirà di vivere ogni attimo della loro vita insieme con passione e coraggio prendendo di petto quelle stelle tanto avverse. Hazel e Gus diventano così uno la forza dell’altra fino all’ultimo giorno insieme.

I motivi per cui vale la pena leggere questo libro, secondo me, sono essenzialmente due. Il primo è la maniera così sincera, diretta e senza tutti i tabù a cui siamo abituati con cui l’autore affronta il tema della malattia. Anzi, malattia è soft, qui si parla di cancro, anche se fa paura solo pronunciarlo. E della forma di cancro più terrificante, quella che colpisce due ragazzini nel pieno della vita. Il secondo motivo sono proprio questi due ragazzini così brillanti e auto ironici, e combattivi, per i quali vi ritroverete a fare un tifo sfrenato.

Non prendete le distanze da questo libro solo perché “è troppo triste, no non ce la faccio”. Non vi intristirà, credetemi, piuttosto vi appassionerà e vi trasmetterà amore, e forse un po’ di coraggio in più nell’approcciarsi alla vita.

“Allora, raccontami di te” mi ha detto, sedendosi accanto a me a distanza di sicurezza. “Ti ho già raccontato di me. Mi hanno diagnosticato…” “No, non del tuo cancro. Di te. Interessi, hobby, passioni, feticci strani, e via dicendo.” “Mmm” ho detto. “Non dirmi che sei una di quelle persone che diventano la loro malattia. Conosco così tanta gente di quel tipo. E’ sconfortante. Come se il cancro fosse la sola cosa che conta. La cosa che conta più delle persone. Ma certo tu non hai lasciato che vincesse prematuramente lui, giusto?”

 

[…] ma è nella natura delle stelle essere avverse, e Shakespeare non si è mai sbagliato tanto come quando fece dire a Cassio “La colpa caro Bruto non è nelle nostre stelle / ma in noi stessi.” Facile a dirsi quando si è un romano patrizio (o Shakespeare!), ma c’è invece colpa in abbondanza da trovare nelle nostre stelle

 

 

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