Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

gtrhrhtrhtyytyytyyyywqerNDuNNGbL_s4 1Si ok, è divertente. Si ok, è facile da leggere (anche troppo). E poi? Che altro? Voi che avete tanto osannato Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson definendolo un caso letterario che cosa ci avete trovato di eccezionale? Dico davvero. Io niente. La trama è molto deludente, è inutilmente lunghissimo, troppi nomi, troppe località, troppi salti spazio temporali. Confusionario, banale e confusionario. Adesso farò lo sforzo di raccontarvi la trama.

Allan Karlsson è un vecchietto (stavo per scrivere simpatico ma in realtà no, non lo è) che il giorno del suo centesimo compleanno decide di fuggire dalla casa di riposo in cui è ricoverato. Tutto comincia da questa “folle” azione. Senza meta e soprattutto senza scarpe scavalca la siepe che lo separa dalla strada e dà avvio a questa commedia degli equivoci. Dopo non molto a lui si unirà una scalcagnata combriccola composta da una serie di altri derelitti con i quali lo scatenato centenario del tutto accidentalmente comincia a commettere crimini a destra e a sinistra attirando l’attenzione dell’efficiente polizia svedese e soprattutto dello sprovveduto commissario Aronsson, che disgraziatamente deve mettersi sui suoi passi. La cosa “particolare” oppure vogliamo dire “interessante” è che contemporaneamente a questa storiella viene narrata la vita di Allan dal 1905 ai giorni nostri, una vita abbastanza inverosimile che lo vedrà partecipe ignaro dei principali avvenimenti della storia contemporanea accanto a Franco, Mao Tse-Tung, Truman, Stalin…e via dicendo. Qualcuno lo ha paragonato a Forrest Gump, mi pare un pò troppo. Comunque la storia finisce allegramente sulle spiagge di Bali e siamo tutti contenti….di passare a un altro libro.

Sarò impopolare dicendo questo ma…non lo comprate! Se proprio lo volete leggere fatevelo prestare.

Di certo Allan Karlsson avrebbe potuto pensarci prima e, magari, comunicare agli interessati la sua decisione. In effetti non aveva mai riflettuto troppo sulle cose. Ecco perché quell’idea non ebbe neanche il tempo di fissarsi nella sua testa che già aveva aperto la finestra della stanza al pianterreno della casa di riposo di Malmkoping, nel Sormland, per poi sgusciare fuori e atterrare nell’aiuto sottostante. La manovra richiedeva un certo fegato, dal momento che Allan compiva cent’anni proprio quel giorno. Solo un’ora dopo nella sala comune della casa di riposo avrebbero avuto inizio i festeggiamenti. Sarebbe stato presente persino il segretario comunale. E l’inviata del giornale locale. E tutti gli ospiti dell’ospizio. E tutto il personale, capitanato dalla ringhiosa Alice. Soltanto il festeggiato non aveva la benché minima intenzione di partecipare.

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