L’uomo della pioggia

l'uomoHo appena finito di “bere” un altro libro di John Grisham comprato nella mia libreria di fiducia “oggi tutto a 2€”. Per mia fortuna questo piccolo miracolo sui navigli ha sempre tanti libri di questo autore così che, quando ho voglia di perdermi completamente in una storia, posso deliziarmi con i suoi spettacolari legal thriller. Non so se capita anche a voi, ma ogni tanto sento il bisogno di rifugiarmi in un porto sicuro, letterariamente parlando. Non che non ami sperimentare nuove letture o nuovi autori, tutt’altro, ma il fatto di avere quella piccola squadra pronta che so non mi deluderà (nel mio caso Stephen King, John Grisham, Sophie Kinsella, Jennifer Egan, Banana Yoshimoto….) mi tranquillizza. Del resto non c’è nessuna cura migliore di un libro che non riesci a chiudere, no?

L’uomo della pioggia (a differenza per esempio de Il rapporto Pelican, di cui potete leggere qui) ha una trama molto facile e lineare. Se de Il rapporto Pelican lamentavo i troppi colpi di scena e soprattutto i troppi (troppi) personaggi in gioco che contribuivano a creare confusione al punto da rendere necessario tornare indietro e rileggere dei pezzi, L’uomo della Pioggia è molto più elementare, molto meno esaltante ma, se possibile, molto più coinvolgente. La vera protagonista (e non spaventatevi) è la giurisprudenza!!
Rudy Bailor è un giovane avvocato appena abilitato alla professione e alla ricerca disperata di un posto di lavoro in uno studio legale di Memphis. Squattrinato, sfortunato e con accuse d’insolvenza alle spalle, seppur alle prime armi non rinuncia ad assistere Dot Black contro una delle compagnie assicurative più potenti d’America colpevole di aver condannato a morte certa il figlio Donny Ray Black negandogli il trapianto di midollo osseo che lo avrebbe tenuto in vita. In questa causa da milioni di dollari Rudy è solo, inesperto contro un titano ma il suo forte senso della giustizia vincerà contro corruzione e fame di denaro. E’ facile immaginare il verdetto finale anche se non è tutto oro quello che luccica…Come contorno a questa vicenda se ne sviluppano altre marginali: l’amore nato tra Rudy e Kelly, una giovane maltrattata dal marito, e il rapporto che il giovane avvocato instaura con l’eccentrica Signora Birdie sua particolare “coinquilina”.

Quello che ho trovato incredibile di questo libro è che John Grisham è riuscito a tenermi incollata pur trattando cose che sono notoriamente noiose (non me ne vogliano i giuristi)!!! Per esempio, quando finalmente è cominciata la parte conclusiva dedicata la processo vero e proprio ho esultato dopo il dibattimento di Rudy, come se ne capissi qualcosa di arringhe e giurie! Ovviamente Grisham, ex avvocato penalista, non perde occasione per sottolineare quanto immorale sia l’ambiente della giustizia e quanto senza scrupoli siano i personaggi che lo popolano avvocati, giudici, paralegali. E questo di certo contribuisce a creare interresse nel lettore, catapultato in un universo scorretto e corrotto. Dubito che nella realtà sia veramente così…. C’è qualche avvocato tra voi che può illuminarci?

Così muoiono coloro che non hanno un’assicurazione. In una società piena di medici ricchi, di ospedali scintillanti, di attrezzature terapeutiche modernissime e del maggior numero di premi Nobel esistente al mondo, mi sembra vergognoso tollerare che Donny Ray si consumi e muoia senza cure adeguate. Poteva salvarsi. Secondo la legge, era protetto dalla garanzia della Great Eastern quando il suo organismo è stato colpito dalla terribile malattia. Nel momento in cui è stata emessa la diagnosi, era coperto dalla polizza che i genitori pagavano regolarmente. Secondo la legge, la Great Eastern aveva l’obbligazione contrattuale di fornire l’assistenza medica. Spero di poter incontrare molto presto il responsabile della sua morte. Può darsi che sia un semplice liquidatore e che abbia eseguito ordini precisi. Può darsi che sia stato un vicepresidente a dare l’ordine. Vorrei poter fotografare Donny Ray in questo momento e mostrare la foto a quel disgraziato quando lo conoscerò

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