Spingendo la notte più in là

Spingendo la notte più in làOgni volta che devo recensire un libro particolarmente significativo per me succede la stessa cosa, non so da dove cominciare! Passo le ore davanti ad uno schermo bianco, scrivendo e cancellando, scrivendo e cancellando….finchè non si accumulano altri libri che aspettano il loro turno e allora devo prendere una decisione, scrivere e basta, come ora! Sperando di scrivere bene, un po’ meglio delle altre volte perché anche chi legge possa condividere l’emozione di un libro che ti ha lasciato qualcosa. Motivo per cui ho creato questo blog…

Credo che il trucco sia semplicemente evitare troppi giri di parole, concetti chiari e diretti: Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi è un libro splendido, uno dei migliori che abbia mai letto. L’ho recuperato dalla mia libreria romana dopo aver visto in tv la tanto criticata fiction di Rai1 sulla morte del commissario Calabresi. Interessata a capire un pò in più in profondità quegli anni (soprattuto da quando prendo tutti i giorni il tram 15 a Piazza Fontana), mi sono ricordata che qualche anno fa mio padre mi aveva regalato un libro scritto dal figlio di Luigi Calabresi, Mario. Allora ero un po’ sulla difensiva, non volevo leggere libri che parlassero di storia o di “politica” (ero all’università e quando smettevo di studiare smettevo e basta!!), ma mio padre mi ha rassicurato dicendomi che non aveva niente a che fare con tutto questo, era solo la storia di un figlio che ricorda il padre. Comunque non mi entusiasmò molto, ricordavo poco e niente di quella lettura, una tra tante. Poi tutto è cambiato, oggi sono più consapevole e finalmente pronta per questo grande libro.

Mario Calabresi racconta la sua vita, e quella della sua famiglia, dopo l’assassinio del padre, avvenuto a Milano il 17 maggio 1972. Parte dai ricordi di quella triste mattina già annunciata, che anticiperà uno dei periodi più bui della nostra storia, fino ad arrivare ad oggi, passando per processi, calunnie, ricoscimenti, gioie e dolori. Sempre al fianco della madre Gemma Capra, donna forte ed  intelligente, e dei suoi fratelli con i quali condivide un passato troppo ingombrante, Mario Calabresi rivive la sua infanzia e la sua adolescenza in una Milano a volte ostile. Una famiglia unita nella memoria di un uomo, prima di tutto un padre, un marito. E in questo modo, raccontando la sua storia, vuole raccontare quella delle altre famiglie delle vittime del terrorismo. Mogli e figli, spesso dimenticati dallo Stato,  che che da anni ormai combattono contro l’oblio: la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni, il figlio di Emilio Alessandrini, la moglie di Marco Biagi.

Quello che colpisce immediatamente di questa splendida testimonianza sono i toni pacati che Mario Calabresi utilizza. Non c’è mai traccia di rabbia o di rancore ma solo di serenità e pace nel rievocare momenti così lontani ma ancora tristemente vivi nella nostra memoria. Un libro bellissimo, che tutti dovremmo leggere! Seguite questo consiglio!!

Mamma trovò dentro di sé reglole chiare su come dovevamo comportarci: mai una polemica, mai una parola di troppo, rispetto e gentilezza per tutti e soprattutto fiducia nella magistratura. “Non cerchiamo vendette, cerchiamo giustizia e accetteremo i verdetti che verranno” ci disse con chiarezza all’alba della prima udienza, mentre eravamo seduti in cucina. “Ho fatto di tutto perché non cresceste nel rancore e nell’odio e non voglio certo che adesso si rovini tutto.”

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2 pensieri su “Spingendo la notte più in là

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