Ristorante al termine dell’Universo

ristoranteSecondo capitolo della “trilogia in cinque parti” di Douglas Adams, Ristorante al termine dell’Universo è il seguito dell’esilarante Giuda galattica per gli autostoppisti da me letto e recensito esattamente un anno fa. A differenze di quest’ultimo però, piacevolissima scoperta che allora definii GENIALE, il sequel non è altrettanto degno di lode. Intendiamoci, gli ingredienti ci sono tutti, stessi personaggi folli, vicende folli, ambientazioni folli, grosse risate dall’inizio alla fine, quello che manca però è la trama. O meglio, un filo logico che leghi gli eventi. Semplificando, non ci ho capito niente!!! Veramente! Sono dovuta ricorrere a google in più di un’occasione….

Ci provo. La Cuore d’Oro ed il suo equipaggio (Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian, Zaphod Beeblebrox e Marvin) stanno per essere attaccati da una nave Vogon. Come ultima spiaggia Zaphod decide di chiamare in loro soccorso, tramite seduta spiritica, il suo bisnonno, l’unico in grado di salvarli. Lo spirito effettivamente compare e riesce a farli fuggire nel tempo a patto che trovino colui che controlla veramente l’Universo. A questo punto comincia un lungo e tortuoso pellegrinaggio in giro per pianeti ed epoche assurde. Tutto al limite dell’umana comprensione. Primo step, Zaphod e Marvin si risvegliano su Orsa Minore Beta, un pianeta tropicale dove si trova la sede della Guida galattica per gli autostoppisti. Proprio all’interno del palazzo che ospita la Guida Zaphod deve incontrare Zarniwoop, un tizio in qualche modo coinvolto nella bizzarra ricerca. Prima di riuscirci però l’intero edificio in cui si trova la coppia viene letteralmente caricato dai Caccia di Ranonia alla volta di  Ranonia, il posto più abominevole dell’Universo, dove Zaphod deve sottoporsi al Vortice di Prospettiva Totale. Inspiegabilmente sopravvissuto al Vortice, scopre, dopo una serie di avventure ed incontri che ometterò per ovvie ragioni, di avere in tasca un modellino della Cuore d’Oro che utilizzerà per raggiungere, insieme agli altri, il Ristorante al Termine dell’Universo dove si può assistere, appunto, alla fine del mondo. A questo punto le peregrinazioni ricominciano, nell’ordine: il gruppo finirà su una stuntnave, una nave spaziale destinata a schiantarsi contro il sole ed utilizzata da una nota rockband a fini scenografici, poi si ritroverà sull’Arca B, una nave golgafrinchiana ed infine sulla Terra preistorica, due milioni di anni prima che venga distrutta per fare spazio all’autostrada cosmica. Qui finalmente l’incontro con Geova, l’uomo che governa l’Universo! E che incontro….

Che fatica mettere insieme tutte le parti del libro! Credo che questa frammentazione dipenda dal fatto che il romanzo nasce come raccolta di una serie di puntate, le ultime otto, della serie radiofonica originale. A parte questo particolare, come ho detto anche all’inizio, gli ingredienti di fantascienza umoristica ci sono tutti quindi immagino che chi abbia amato Guida galattica per gli autostoppisti gradirà anche questo secondo capitolo seppur richieda un pò più di concentrazione. Una piacevolissima lettura!

Annunci

Un pensiero su “Ristorante al termine dell’Universo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...