Non vi lascerò orfani

non_vi_lascero_orfaniCome forse avrete già notato, mi piace sempre spendere due parole sull’origine della scelta dei libri che leggo e recensisco!! Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché sono sempre più convinta del carattere di reciprocità che vorrei tanto avesse questo blog. A volte non c’è nulla di speciale da raccontare. Magari a colpirmi è solo una copertina o un elemento della trama. Altre volte invece dietro ad una lettura c’è una storia o semplicemente il buon consiglio di un amico! E questo è il caso.
“Il primo libro di Daria Bignardi è uno dei più tristi e malinconici che abbia letto negli ultimi anni. Per questo è intenso. E suscita emozioni prima conservate in un angolino….” E’ stato leggendo questo post del mio amico Giuseppe che mi sono convinta a comprare il mio primo libro di Daria Bignardi Non vi lascerò orfani. In realtà era da qualche tempo che avevo in mente di leggere qualcosa di suo dal momento che, oltre a stimarla come giornalista, ho sempre sentito parlare molto bene dei suoi libri. A quanto pare è anche un’eccellente scrittrice. E le aspettative non sono state disattese….
Non vi lascerò orfani (che ve lo dico a fare) tratta un tema a me particolarmente caro: l’unicità del rapporto tra madre e figlia. Un rapporto non necessariamente idilliaco, anzi spesso fatto di scontri, contrasti e divergenze che resta però imprescindibile nella vita di ognuno di noi. Proprio a causa di questo legame incondizionato, la perdita di una madre è sempre un momento di dolore e riflessione anche quando andandosene lascia degli orfani ormai adulti. Daria Bignardi affronta ed esprime questo dolore in maniera tutto sommato divertente, solo velatamente triste ma sicuramente malinconica: ricordando la vita della madre. I momenti condivisi, le separazioni, i fatti di una vita lunga ed intensa. Da questo presupposto nasce una simpatica saga familiare (a volte presa un pò troppo alla lontana ad essere sinceri) composta da tanti piccoli aneddoti che hanno segnato l’infanzia della scrittrice e che ancora ricorda con estremo amore e nostalgia. Solo mantenendone vivo il ricordo si può giustamente onorare una persona amata. Concludo con questi bei passi del libro da me grandemente condivisi. Buona lettura!

Non le ho detto un sacco di cose, ma tanto lei se le sentiva. Di sicuro ha sentito anche quanto l’ho amata, quanto continuo ad amarla, quanto la amerò sempre. 

Anche ora che provo a raccontarla devo difendermi da lei, stavolta dalla sua assenza. Non posso pensarla a lungo. Mi manca. Devo costruire una distanza di parole che tengano a bada le emozioni. Se mi distraggo, se non sto attenta, la sua mancanza mi investe come un’ondata di caldo o una musica improvvisa. Sovrappensiero spruzzo un profumo che mi ha regalato, il suo regalo di Natale, e improvvisamente lei è lì. Con la sua pelle abbronzata, l’ansia, il suo calore, l’odore della pelle, gli occhi neri; è lì che mi sovrasta, mi avvolge, mi toglie il fiato, mi riempie.

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