Caduto fuori dal tempo

Eccomi finalmente a recensire l’ultima opera di David Grossman, Caduto fuori dal tempo, libro che aspettavo di leggere con ansia soprattutto dopo i tanti giudizi positivi espressi a riguardo.

Come forse avevo accennato in un mio precedente post dedicato all’uscita di questo libro, Caduto fuori dal tempo non può essere definito un romanzo. In realtà è difficile da definire. E’ forse una lunga e disordinata poesia? Un poema a più voci? Un’opera buttata giù di getto senza particolare attenzione alla struttura? In previsione di questa recensione ci ho riflettuto a lungo e sono giunta alla conclusione che forse la categoria che meglio identifica, o che almeno più si avvicina ad identificare, questo libro è quella della favola. Si, è una fiaba ambientata in uno strano villaggio dove un Duca regna su una serie di addolorati personaggi che rappresenteranno poi la sostanza della storia. Certo, l’argomento, l’immenso dolore per la perdita di un figlio, non è propriamente adatto ad una favola di quelle convenzionali ma l’atmosfera mi ha fatto pensare a questo. Una fiaba per adulti capaci di cogliere ad ogni verso il significato su cui è costruita.

Caduto fuori dal tempo è la storia di un uomo che improvvisamente decide di mettersi in cammino per raggiungere il figlio, morto anni prima, laggiù dove il mondo dei vivi confina con quello dei morti. Non sa esattamente dove sta andando ma sa con certezza che non c’è nulla di più naturale di un genitore che faccia l’impossibile per ricongiungersi al proprio figlio. A nulla servono gli ammonimenti della moglie, l’uomo comincia il suo cammino dapprima intorno alla sua casa, poi intorno alla città, al quale presto si uniranno altri personaggi a cui è toccato lo stesso drammatico destino, sopravvivere ai propri figli. C’è il Duca, la levatrice, il ciabattino, il maestro di aritmetica, il Centauro, lo Scriba delle cronache cittadine e sua moglie, la donna nella rete. Sono tutti annientati dal dolore e seguono l’uomo che cammina come fossero automi rivivendo quel dolore ad ogni passo. E alla fine arriveranno laggiù.

Questa opera è ovviamente un’opera autobiografica, proprio per questo ha un senso così profondo che solo chi ha perso una persona cara forse riesce ad esprimere  e a cogliere. La paura di dimenticare, la paura del tempo che passa e che ci separa sempre di più da chi ci ha lasciati.  Come lo stesso Grossman ha spiegato il gesto di alzarsi e cominciare a camminare nella speranza di raggiungere i propri cari ha un significato simbolico, quello di non vivere la morte in maniera passiva, di non cedere all’oblio e di onorarne sempre il ricordo. Che dire, è un libro superiore sicuramente da leggere ma con la giusta disposizione d’animo.

UOMO:

Vieni. Che

c’è di più semplice?

Senza ponderare, 

porsi domande

o pensare: sua madre 

e suo padre

che si alzano

e vanno

da lui….

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Un pensiero su “Caduto fuori dal tempo

  1. Più passa il tempo e più penso che riflettere sul tema della morte sia fondamentale per ogni uomo che abbia a cuore la vita e che voglia capire qualcosa della natura umana. Le esperienze personali possono rendere questo percorso quasi obbligato, ma credo sia importante per tutti confrontarsi con questo tema. Grazie, Clod, altro libro da aggiungere alla wish list.

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