L’isola e le rose

Ho appena finito di leggere un libro che consiglio vivamente a tutti: L’isola e le rose di Walter Veltroni.  Ne sono rimasta davvero colpita ed entusiasta! Era da tempo che non leggevo una storia coinvolgente, emozionante e ben scritta come questa. E’ il caso di dirlo, un libro che non vorresti finisse mai!

Ambientato in una vivace e giovane Rimini di fine anni ’60, rinata, culturalmente ed economicamente, dopo i bombardamenti che la rasero al suolo appena vent’anni prima, L’isola e le rose si basa su un’incredibile vicenda realmente accaduta nell’estate del 1968 che vede protagonisti un gruppo di amici, sognatori ed idealisti, e uno straordinario progetto da compiere. Giulio, Giacomo, Lorenzo e Simone sono amici da sempre, legati da un vincolo indissolubile che solo le grandi amicizie generano. Freschi di laurea ed impegnati a costruirsi un futuro, hanno improvvisamente un’idea, un’idea rivoluzionaria ed innovativa che mai nessuno prima aveva realizzato: costruire una piattaforma a largo di Rimini, in acque considerate internazionali, dove ospitare una comunità di artisti e dove preservare la completa libertà di espressione. Sulla scia dell’ottimismo degli anni ’60 e sulle note dei Beatles e dei Rolling Stone, i quattro ragazzi ( ai quali si aggiungeranno in corso d’opera Elisa, Laura, Alfredo, Scatta ed Enrico) si gettano a capofitto nella realizzazione di questo ambizioso progetto che prenderà finalmente vita nel maggio del 1968. Il successo della piattaforma è immediato. Ovunque se ne comincia a parlare e flotte di visitatori si accalcano intorno ai piloni nella speranza di salire a bere una coca-cola al ritmo di Summertime. E così mentre fuori si piange la morte di Bob Kennedy, si manifesta contro la Guerra del Vietnam e gli studenti romani vengono coinvolti negli scontri di Valle Giulia, l’Isola delle rose resta una piccola oasi felice in mezzo all’Adriatico che rispecchia e promuove gli ideali di libertà e progresso caratteristici di quegli anni. E per conservarla tale si pensa addirittura di renderla uno Stato a parte, indipendente, uno Stato sovrano con una propria Costituzione, un sistema di governo e una lingua comune, l’esperanto: “Stai parlando di una società ideale, senza ingiustizie? Si potrebbe scrivere una Costituzione perfetta, non ci sarebbero polizia, né tribunali, nè carceri, Ognuno avrebbe la libertà delle proprie opinioni, tutto verrebbe deciso democraticamente. Nessuna guerra, nessuna violenza. Noi possiamo farlo”. Ma non tutti guardano alla piattaforma con lo stesso favore ed entusiasmo, c’è anche chi si vedrà minacciato dall’intraprendenza dei ragazzi e cercherà con ogni mezzo di infrangere il loro sogno.

Perchè mi è piaciuto tanto questo libro? Prima di tutto perchè amo il periodo storico in cui è ambientato. Un’epoca non troppo lontana da noi ma rivoluzionaria, combattiva, coraggiosa e viva di ideali (Il mondo non era davvero più in bianco e nero. In quattro, cinque anni tutto era cambiato: il modo di vestirsi, di parlare, di fare sesso, di consumare musica, di vivere la politica. Il mondo era come rinato o almeno, per conto suo, era nata una nuova generazione, del tutto diversa dalle precedenti. Tutto era in movimento, nulla era fermo). Poi perchè è un libro sull’amicizia ma anche sui progetti di vita di un gruppo di ragazzi, sulle loro passioni e sulle loro paure. In ultimo ho amato questo libro perchè è un libro sui sogni, o meglio sulla forza dei sogni, che non bisogna mai smettere di perseguire, neanche di fronte agli ostacoli più grandi, e bisogna farlo sempre con coraggio e perseveranza senza credere, mai, che non ne valga la pena. Quale miglior messaggio per la mia generazione!!

…..è ora che tu cominci ad ascoltare le voci che sembrano inutili, bisogna che nel tuo cervello occupato dalle lunghe tubature delle fogne e dai muri delle scuole e dagli ospizi e dall’asfalto e dai ferri e dalle pillole per gli ospedali, bisogna che nel tuo cervello pratico e attento soprattutto ai bisogni materiali, bisogna che entri il ronzio degli insetti. Devi pregare che su questa piazza arrivino delle cicogne o mille ali di farfalle, devi riempire gli occhi di tutti noi di cose che siano l’inizio di un grande sogno, devi gridare che costruiremo le piramidi. Non importa se poi non le costruiremo. Quello che conta è alimentare il desiderio, tirare la nostra anima da tutti i lati come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito….

In calce aveva aggiunto: ” Non sono parole mie, ma sono giuste per te, per il vostro progetto. E’ la prima cosa grande della tua vita. Curala. Come fosse una piramide da costruire. E tira la tua anima da tutte le parti. Non lasciarla ferma, non farla annoiare. Papà”

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