Racconti di viaggio #6

Il libro di cui sto per parlarvi è ambientato nella Gerusalemme dei giorni nostri le cui vie sono descritte con dovizia di particolari dall’autore israeliano David Grossman, per questo ho deciso di includerlo nella rubrica Racconti di viaggio.

E’ anche il libro preferito da una delle mie migliori amiche, Federica, che dopo avermelo consigliato (e poi regalato!) lo ha fatto amare anche a me! Ecco il post che ti avevo promesso Fede!!

Qualcuno con cui correre è una bella storia sull’amicizia e sul coraggio di due adolescenti che stanno per affacciarsi alla vita e che, per una serie di circostanze fortuite, lo faranno insieme. Assaf, timido ed insicuro, ha sedici anni e  lavora per il reparto d’igiene del municipio della sua zona. Un lavoro estivo procuratogli da un amico del padre per racimolare qualche soldo. Tamar è una ragazza “piccola, fragile, con il viso seminascosto da una criniera di capelli neri e ricci” ma, nonostante le apparenze, molto determinata. Determinata ad aiutare il fratello Shay a disintossicarsi. Le loro strade si incroceranno per caso quando ad Assaf viene affidato l’improbabile compito di scoprire chi sia il padrone della scatenata cagna trovata da un accalappiacani nel centro della città. Nonostante la titubanza iniziale, Assaf affronta con dedizione questa sfida che, a seguito di una serie di bizzarri incontri, lo condurrà da Tamar, nel rifugio da lei organizzato  per allontanare il fratello dalla droga e, soprattutto, dall’organizzazione malavitosa in cui è implicato. E’ qui che ha veramente inizio l’avventura dei due ragazzi, coinvolti d’improvviso in vicende più grandi di loro ma sempre uniti nell’affrontarle. Uniti da un legame tanto inatteso quanto indissolubile che li farà correre insieme verso la maturità. Un’inno all’amicizia!

E’ il mio primo libro di David Grossman ma non sarà certamente l’ultimo!

Karnaf li lasciò alla fermata dell’autobus che sovrastava la valle. Li salutò e ripartì. Era ancora buio ma già si intravedeva un lieve chiarore. Dinka correva intorno a loro con la coda ritta. Tamar e Assaf camminarono lungo il ciglio della strada, scesero verso il fondovalle, sostenendosi nei punti difficili, trovando scuse per toccarsi, per stringersi l’uno all’altra. Quasi non si parlarono e Tamar pensò che non aveva mai incontrato nessuno con cui si sentiva tanto bene tacendo.

P.S. Fede, io invece non ho mai trovato nessuno con cui mi sono sentita tanto bene cantando! 🙂

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2 pensieri su “Racconti di viaggio #6

  1. Potrei dire lo stesso di te 🙂 Credo che questo libro sia anche un inno alla vita, al mistero e all’adolescenza. Ti voglio bene, Clod, grazie per questo post.

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