Il tempo è un bastardo

Dopo qualche giorno di (meritata) assenza causa ultima tranche di vacanze eccomi tornata con un libro molto molto carino! Vi ricordate il post in cui vi raccontavo che mio padre aveva intenzione di regalarmi un libro allegro e positivo? Eccolo: Il tempo è un bastardo di Jennifer Eganpremio Pulitzer per la narrativa nel 2011 proprio per questa opera.

Il tempo è un bastardo è un romanzo dalla struttura narrativa molto particolare. E’ composto infatti da tredici racconti apparentemente scollegati tra loro ma accomunati da due elementi principali. In primo luogo il ripresentarsi degli stessi personaggi seppur in contesti spazio temporali diversi e, in secondo luogo, il tema ricorrente della musica che fa da leitmotiv ad ognuno di questi racconti. Centrali nel romanzo sono le figure di Bennie Salazar, discografico di successo, e della sua “misteriosa” assistente Sasha intorno alle quali si sviluppano le storie e le vicende di persone che nel corso degli anni hanno in qualche modo incrociato i loro cammini. Seppur il tema della musica è quello dominante non sarà tuttavia l’unico ad essere affrontato nel libro, ogni racconto infatti tratterà di questioni diverse come l’abuso di droghe, matrimoni falliti, corruzione dell’industria discografica, degenerazione dello star-system, fughe adolescenziali etc. in un arco di tempo lungo una vita che parte da una San Francisco anni ’70, in cui un gruppo di musicisti in erba comincia a muovere i primi passi nell’industria musicale,  fino ad arrivare ad una New York futuristica in cui sta per svolgersi il concerto del secolo passando per i bassifondi di Napoli, per il deserto della California e per la dimora di un ricco dittatore da qualche parte nel mondo e facendo la conoscenza dei personaggi più improbabili. Altra particolarità di questo romanzo sono i diversi stili di scrittura che caratterizzano ciascun racconto proprio perché narrato in prima persona da un protagonista ogni volta differente.

La conclusione sarà una piacevole sorpresa. Mano a mano che andrete avanti nella lettura scoprirete che tutte queste storie non sono poi così estranee l’una con l’altra fino a quando il cerchio non si chiuderà!! Una lettura davvero piacevole e divertente (che ricorda in qualche modo Alta Fedeltà di Nick Hornby)!! 

“Voglio interviste, articoli, tutto quello che ti viene in mente”, proseguì Bosco. “Riempimi la vita di roba. Documentiamo ogni cazzo di umiliazione. Perchè in fondo la realtà è questa, no? In vent’anni non diventi più bello, specie se nel frattempo ti hanno tolto metà dell’intestino. Il tempo è un bastardo, giusto? Non si dice così?”.

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